Paolo Delli Colli è il candidato della coalizione moderata

CERVETERI. Quattro liste civiche indipendenti dai partiti (Terra Libera, Vivi Cerveteri, Cambiare Cerveteri e Cuori Cerveterani) sostengono il debutto del vice questore
di TONI MORETTI

Non è stata una grande sorpresa il nome di Paolo Delli Colli indicato come candidato sindaco da quattro liste civiche riconducibili al centro moderato. Se ne parlava da tempo. Il travaglio è stato ben altro. Il travaglio è stato che le cinque aggregazioni convergessero nel fatto che emergesse nell’operazione l’autonomia dai partiti tradizionali, che rivendicano con forza, nelle scelte  amministrative del proprio paese. Questo pone un certo imbarazzo tra gli addetti ai lavori, abituati, se vogliamo anche per comodità, ad identificare nel coordinatore o anche nel personaggio più o meno conosciuto presente nelle varie liste, una sigla nazionale di riferimento. Non è così. E pur correndo il rischio che sia un bluff, oggi non si può dire che la lista “Terra Libera” sia riconducibile a Forza Nuova. Terra Libera è in coalizione coi moderati di Vivi Cerveteri nei tredici territori, Cambiare Cerveteri e Cuori Cerveterani. Moderati che più moderati non si può.  La sorpresa è quindi conseguenziale. Nonostante questa coalizione,  che ha espresso nel dirigente della Polizia di Stato Delli Colli, persona stimatissima e totalmente al di fuori della politica, la volontà di averlo come candidato sindaco, lasci le porte più che aperte spalancate ad altre eventuali formazioni che si vogliono riconoscere nelle loro intenzioni e nel loro programma, viene cancellato, come comunicato in un annuncio da “prove tecniche”, cioè nella prima fase di elaborazione, Vilma Pavin, coordinatrice di “Noi con Salvini”, che in questo contesto esce di scena. Messo all’angolo anche Salvatore Orsomando, che si pensa che per un lungo periodo si sia sentito candidato sindaco in pectore del centrodestra perlomeno per il fatto di essere stato già da tempo nominato portabandiera di Forza Italia e per la sua intensa attività di opposizione che attraverso la “trade union” con Aldo De Angelis faceva presagire un coinvolgimento in un’operazione a dire il vero un po’ fantapolitica, con parti “moderate” del centro sinistra. C’è da dire però, che questo volersi liberare delle zavorre di dirigenti di partito sovracomunale che traducono quasi sempre tutto in apporto clientelare di voti facendo fatica a discernere la qualità di chi si portano dietro, condizionando le scelte strategiche che molto spesso favoriscono gruppi ben definiti di interessi piuttosto che il desiderio di un bene comune e collettivo, sta prendendo la mano in ogni orientamento politico. Sembrerebbe che si rivendichi, da quella che veniva definita maggioranza silenziosa, un senso di partecipazione identificandosi come gente per bene.

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.